Caterina, diario di un padre nella tempesta

caterina-diario-padre-tempesta socciQuando si è genitori è naturale pensare di vedere crescere il proprio figlio, sostenerlo finchè reputi che sia necessario, per poi lasciarlo volare verso i suoi orizzonti. Non pensi mai, però, che questo volo possa essere troppo alto da sfiorare quasi il Cielo e che questo evento ti conduca in un tunnel così doloroso e straziante da toglierti il fiato. Così ti affidi a quel Cielo in cui hai sempre creduto, ma che ora ancora di più diventa il tuo rifugio e la tua speranza. E’ questo ciò che è accaduto all’autore del libro, Antonio Socci. Sua figlia Caterina, di ventiquattro anni, in procinto di laurearsi. Subisce un arresto cardiaco e solo dopo un’ora e mezza il suo cuore riprende a battere, lasciando un’incognita sulle sue reali possibilità di ripresa. Da qui il libro diventa una sorta di preghiera, di testimonianza di gente comune che con umiltà e fede invia all’autore mail piene di amore, di speranza, di storie a lieto fine. Attraverso le parole degli amici di sua figlia, Socci riesce a ricostruire gli ultimi mesi vissuti da Caterina prima del tragico evento. Scopre molti lati di lei che lo commuovono e lo rendono fiero; l’attaccamento al movimento di Comunione e Liberazione Universitari (CLU) con cui condivide momenti profondi di fede, il suo forte temperamento, il senso dell’umorismo, l’amore per la letterature, l’arte, il cinema, la musica e la sua passione per il canto, soprattutto sacro. Ricorda con gli amici il suo modo bizzarro di vestire un po’ mascolino, la sua bellezza e la sua bontà quasi tangibile. Nel libro ci sono riferimenti ad alcuni personaggi quali don Giussani, Andrea Aziani, alcuni santi come Santa Caterina, cui la ragazza è particolarmente devota, l’intellettuale francese Emmanuel Mounier, la cui figlia a seguito di una terribile malattia rimase gravemente invalida: un evento considerato dallo stesso Mounier una grande Grazia ricevuta dal Signore. A corredo delle varie testimonianze sono riportati diversi brani del vangelo: si parla in particolare del miracolo delle “nozze di Cana” che il primo miracolo compiuto da Gesù per intercessione di Maria. La Madonna può tutto, il Signore cede ad ogni Sua richiesta, ed è per questo che tutte le preghiere vengono rivolte a Lei. E’ così che si compiono tanti piccoli miracoli: persone che si erano allontanate dalla fede, attraverso il calvario di Caterina, si sono riconciliate con Dio, altre addirittura si sono convertite. Anche Caterina pian piano sta migliorando, e se non è un miracolo questo! Nona sarà facile per lei nell’immediato fare le stesse cose che faceva prima, ma con la preghiera e la fede tutto potrà accadere. Caterina partecipava al pellegrinaggio Macerata- Loreto e si metteva in cammino dietro alla croce per portare la sua testimonianza di fede in mezzo a tanta gente, e quella stessa gente ora non la abbandona, ma la sostiene, la incita a tornare come prima e a cantare di nuovo come un usignolo la struggente “ojos de cielo”, che io stessa ho sentito l’esigenza di ricercare su internet, per poi commuovermi come se avessi conosciuto Caterina. Questo libro è molto toccante, ma per molti versi pieno di speranza, e citando una frase di Socci, si può dire che “questo libro vuole essere un atto di fede in Gesù che ci esorta a pregare come se avessimo già ottenuot ciò che chiediamo. E’ quindi un atto di ringraziamento”

Paola Vergari