Ascoltare Mozart per vivere più intensamente il presente. Potremmo sintetizzare così l’evento musicale proposto domenica sera dal centro culturale Péguy all’Auditorium del Centro mondiale della Poesia e della cultura “G. Leopardi”.

 

Leopardi ci interessa perché chiarisce, dettaglia, precisa che cos’è l’esigenza elementare, quel fascio di esigenze ed evidenze che costituiscono il cuore dell’uomo, il suo desiderio, le sue domande. Leopardi queste urgenze prime le aveva così presenti, così carnalmente presenti che la sua opzione negativa sulla realtà è come se mancasse di ragioni adeguate.

Ho visto la mostra su Biagio Biagetti allestita al Centro Nazionale di Studi Leopardiani. Un’ occasione eccezionale ha voluto che la visita guidata venisse svolta da Fiorella, la figlia del grande pittore portorecanatese.

In estate, nei giorni di ferragosto, non ti immagini di vedere tanta gente la mattina presto nella Basilica di Loreto: famiglie, gruppi organizzati da ogni dove, singoli. Un via vai discreto per non disturbare chi segue la messa delle 7.00; alle 7.30 la funzione si svolge in Santa Casa, fra le mura di Nazaret, ma lo spazio è esiguo e i ritardatari non trovano posto.

3 ottobre 2009. Davide Perillo, milanese, direttore della rivista internazionale Tracce, ha visitato il Centro Culturale Péguy e ha fatto una “passeggiata leopardiana” tra le vie del centro fino a Casa Leopardi e al Colle dell’Infinito: sabato mattina, sole, giornata limpida, tra la gente del festoso mercato cittadino. Un caffè con una decina di persone e poi si parla della propria vita, e di Leopardi, si passeggia guardando gli scorci di panorama mozzafiato che si aprono di volta in volta sul mare e sui Sibillini.